
Villa Doria Pamphilj è il più grande parco pubblico di Roma, con i suoi 184 ettari di storia, natura e arte. Nata come tenuta di campagna della nobile famiglia Pamphilj, oggi è anche sede di rappresentanza del Governo italiano.
La villa rappresenta uno dei migliori esempi di conservazione storica nella capitale: a differenza di altre residenze nobiliari, ha mantenuto intatta la sua struttura seicentesca, nonché le principali caratteristiche dei secoli XVIII e XIX. L’unica modifica significativa risale all’apertura di via Olimpica (via Leone XIII), che ha diviso l’antica tenuta in due parti.
Il complesso si articola in tre aree distinte:
- Il palazzo e i giardini (pars urbana), cuore monumentale della villa;
- La pineta (pars fructuaria), spazio verde di grande suggestione;
- La tenuta agricola (pars rustica), che conserva la vocazione rurale originaria.

Nel '700 vengono apportati nuovi elementi anche alla "pars fructuaria" e, tra la metà dello stesso secolo e gli inizi dell'800, Francesco Bettini realizza un "Orto Agronomico" nella parte di Villa Vecchia. Intorno al 1840 il Principe Filippo Andrea V Doria Pamphilj, fa trasformare la villa in una moderna azienda agricola. Per fare questo annette al territorio già esistente ville e vigne sulla Via Aurelia Antica e nel 1856 acquista Villa Corsini.

Nel 1849 la villa fu teatro di una delle più cruente battaglie per la difesa della "Repubblica Romana": le truppe francesi della Seconda Repubblica il 2 giugno occuparono villa Corsini, allora alla periferia ovest di Roma, il 3 giugno 1849 le truppe garibaldine tentarono invano di riconquistarla, durante uno degli assalti morì il colonnello Angelo Masina e fu ferito a morte Goffredo Mameli.

Rimane proprietà della famiglia Doria-Pamphilj la cappella funeraria opera di Odoardo Collamarini.